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Carroll LawAVVOCATI DAL 1888

Guide · Famiglie

L'imposta di successione quando eredita in Spagna, Portogallo, Francia o Italia, e che cosa può dovere nel suo paese

Quando eredita immobili o beni in Spagna, Portogallo, Francia o Italia, due domande del tutto separate decidono che cosa succede, e confonderle è l'errore più costoso che commettono le famiglie. Primo, il diritto successorio decide CHI eredita (in base alla residenza abituale del defunto, secondo il Regolamento europeo sulle successioni, salvo che il testamento abbia scelto la legge della sua cittadinanza). Secondo, il diritto tributario decide che cosa è dovuto, con regole del tutto diverse che spesso puntano a un altro paese. I quattro paesi tassano in modo molto diverso (il Portogallo è il più mite; Spagna, Italia e Francia tassano tutti, con grandi differenze) e, in più, il suo paese d'origine, il più delle volte il Regno Unito, può tassare anch'esso l'eredità. Seguiamo la parte giuridica e, in tutti e quattro i paesi, l'imposta di successione che l'accompagna: calcolata, preparata e presentata. L'imposta del suo paese d'origine non è di nostra competenza, e diciamo presto quando serve un consulente là.

Legge e imposta sono due domande diverse

Quando muore una persona con beni all'estero, ci si pone una grande domanda («che cosa succede all'eredità?»), ma la legge la divide in due, e le due possono puntare a paesi diversi:

  1. Chi eredita? (diritto successorio.) Lo regola il Regolamento europeo sulle successioni: di regola, la legge del paese di residenza abituale del defunto, salvo che il testamento abbia scelto la legge della sua cittadinanza. Decide gli eredi e le loro quote, compresa l'eventuale legittima riservata ai figli.
  2. Chi paga le imposte, e quanto? (diritto tributario.) Non lo decide il Regolamento. Ogni paese tassa secondo le proprie regole, e il paese che tassa spesso non è quello la cui legge decide chi eredita.

Un esempio rapido: una coppia britannica che si è stabilita in Portogallo. La risposta della legge è portoghese (quindi la legittima portoghese può applicarsi), salvo che i loro testamenti abbiano scelto la legge inglese; la risposta fiscale, invece, può puntare al Regno Unito. Due paesi, due domande, due risultati diversi.

Come i quattro paesi tassano un'eredità

(Solo un orientamento generale: le aliquote cambiano e variano per regione e circostanze, e vengono confermate pratica per pratica.)

  • Portogallo, il più mite. L'imposta di successione classica è stata abolita nel 2004. Resta l'imposta di bollo (Imposto do Selo), da cui coniuge, figli, nipoti in linea retta, genitori e nonni sono esenti; per la maggior parte delle famiglie strette, quindi, non è dovuta alcuna imposta di successione (il piccolo onere in più sugli immobili riguarda le donazioni in vita, non le eredità; e una dichiarazione va comunque presentata entro la fine del terzo mese).
  • Spagna, tassata, e dipende dalla regione. La Spagna tassa le eredità (Impuesto sobre Sucesiones y Donaciones), senza esenzione automatica per il coniuge. Le aliquote vanno all'incirca dal 7,65 % al 34 % prima delle agevolazioni, ma queste variano molto da una comunità autonoma all'altra: Madrid e l'Andalusia esentano di fatto la famiglia stretta (agevolazione di circa il 99 %), mentre altre regioni chiedono di più. I non residenti possono ora applicare le regole della regione interessata (Ley 11/2021). Quindi in quale parte della Spagna si trova l'eredità fa una differenza reale.
  • Italia, relativamente leggera, ma reale. L'imposta di successione è del 4 % oltre una franchigia di 1.000.000 € per beneficiario per il coniuge e i figli; del 6 % per i fratelli (franchigia di 100.000 €); dell'8 % per gli estranei. La dichiarazione va presentata entro 12 mesi e l'imposta è autoliquidata.
  • Francia, la più pesante, con scaglioni stretti. Il coniuge e il partner di PACS sono esenti; ogni figlio ha una franchigia di 100.000 €, poi una scala dal 5 % al 45 %; i beneficiari lontani o non parenti possono arrivare al 60 %. La Francia ha inoltre regole particolari per l'assurance-vie e i trust.

Le cifre precise, paese per paese: Portogallo · Spagna · Italia · Francia.

E poi c'è il suo paese

Anche quando l'imposta locale è modesta, il suo paese d'origine può comunque tassare l'eredità, e le due imposte possono applicarsi insieme, perché usano criteri diversi:

  • Regno Unito. L'imposta di successione britannica dipende ora dal fatto che la persona fosse «residente di lungo periodo» nel Regno Unito: in sostanza, fiscalmente residente nel Regno Unito per almeno 10 dei 20 anni fiscali precedenti (questo criterio ha sostituito il vecchio criterio del domicile il 6 aprile 2025). Un residente di lungo periodo è tassato sull'eredità mondiale; gli altri, in genere, solo sui beni situati nel Regno Unito. Attenzione: è un criterio diverso dalla residenza abituale del Regolamento: si può avere la residenza abituale in Portogallo (applicandosi la legge successoria portoghese) e restare residenti di lungo periodo nel Regno Unito, dentro l'imposta britannica. (Le pensioni britanniche entrano nell'imposta di successione da aprile 2027.)
  • I cittadini statunitensi sono tassati sull'eredità mondiale ovunque vivano: un americano in pensione in Europa ha obblighi dichiarativi negli Stati Uniti a prescindere dall'imposta locale, e ha bisogno di una consulenza americana qualificata.
  • Gli eredi tedeschi e di diversi altri paesi dell'UE possono far scattare un'imposta in base alla residenza del defunto o dell'erede; quindi il paese del beneficiario stesso può tassare un'eredità estera.

Le convenzioni contro le doppie imposizioni e i crediti unilaterali possono talvolta scomputare l'imposta pagata in un paese da quella dovuta nell'altro; ma la copertura è disomogenea e specifica per paese, quindi va verificata espressamente. Non si risolve da sola.

Perché la confusione costa cara

  • Si dà per scontato che scegliere la legge inglese nel testamento risolva l'imposta: non è così; il Regolamento regola la successione, non l'imposta.
  • Si dà per scontato che, poiché il Portogallo esenta la famiglia stretta, non ci sia imposta da nessuna parte: può esserci ancora un'imposta britannica (o americana, o di un altro paese d'origine).
  • Si pianifica con cura la successione e si dimentica l'imposta, o viceversa; e le due possono tirare in direzioni opposte. Pianificare in anticipo (il testamento giusto, la struttura giusta) riduce l'esposizione molto più di qualsiasi cosa fatta dopo un decesso.

Come le teniamo separate, e dove finisce il nostro lavoro

Il nostro lavoro è la parte giuridica (chi eredita, secondo quale legge, e come si trasferisce l'eredità) e, nei nostri quattro paesi, l'imposta di successione che l'accompagna: calcoliamo l'imposta, prepariamo la dichiarazione e la presentiamo come parte del lavoro. L'imposta del suo paese d'origine non è di nostra competenza. Lì le diciamo con chiarezza dove si trova la questione fiscale, segnaliamo esattamente quando va coinvolto un consulente nel suo paese, e lo informiamo con precisione, così che nulla cada tra la parte giuridica e quella fiscale. Per la famiglia stretta che eredita in Portogallo, l'unica vera questione fiscale è spesso quella del paese d'origine; altrove va esaminata espressamente, presto, considerando insieme i paesi interessati e la cittadinanza.

In breve

Due domande separate: quale legge decide chi eredita (il Regolamento: residenza abituale, o la legge nazionale scelta) e quale paese tassa (regole del tutto diverse). Il Portogallo è mite con la famiglia stretta; Spagna, Italia e Francia tassano tutti, con grandi differenze per regione e grado di parentela; e il Regno Unito o gli Stati Uniti possono tassare in aggiunta. L'unico modo per saperlo è guardare insieme, presto, i paesi interessati e la cittadinanza. Seguiamo la parte giuridica e, nei nostri quattro paesi, l'imposta di successione che l'accompagna: calcolata, preparata e presentata. L'imposta del paese d'origine la affidiamo al consulente giusto, ben inquadrata e per tempo.


Che cos'è un «residente di lungo periodo» nel Regno Unito? In breve, dal 6 aprile 2025 il Regno Unito ha sostituito il vecchio criterio del domicile con un criterio di residenza: una persona è residente di lungo periodo ai fini dell'imposta di successione se è stata fiscalmente residente nel Regno Unito per almeno 10 dei 20 anni fiscali precedenti. I residenti di lungo periodo sono soggetti all'imposta di successione britannica sull'eredità mondiale; gli altri, in genere, solo sui beni situati nel Regno Unito. Questa è una guida in linguaggio semplice, non una consulenza fiscale: il criterio esatto e le regole transitorie dipendono dalle sue circostanze e sono una questione per un consulente fiscale.

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