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Quale legge decide chi eredita, e posso scegliere la mia?
Per regola, decide chi eredita la legge del paese in cui aveva la residenza abituale al momento della morte; ma di solito può sostituirla nel testamento, scegliendo la legge della Sua cittadinanza.
È l'effetto del Regolamento europeo sulle successioni (Regolamento (UE) 650/2012), che si applica in Italia, Portogallo, Spagna, Francia e nella maggior parte dell'UE. Per una famiglia internazionale è lo strumento di pianificazione più utile, e anche il più frainteso.
La regola: dove vive abitualmente
Secondo il Regolamento (articolo 21), se non sceglie nulla, tutta la Sua successione è regolata dalla legge del paese della Sua residenza abituale al momento della morte. Così una coppia britannica che ha davvero costruito la propria vita in Italia vedrà applicata, per regola, la legge successoria italiana a tutta l'eredità, ovunque siano i beni, compresa la legittima che riserva quote al coniuge e ai figli. Per molti non è ciò che si aspettavano né ciò che volevano.
La «residenza abituale» si valuta sul quadro complessivo della Sua vita (dove sono davvero la casa, la famiglia e il centro dei Suoi interessi), non solo sull'iscrizione anagrafica o sui giorni trascorsi in un luogo (considerando 23). In una vita in movimento può essere davvero incerta: è uno dei motivi per cui conta una scelta chiara nel testamento.
La scelta: la legge della Sua cittadinanza
Il Regolamento (articolo 22) Le consente di scegliere, nel testamento, la legge di un paese di cui è cittadino per regolare la Sua successione. Per un cittadino britannico, scegliere la legge inglese (per la maggior parte dei clienti britannici, la legge di Inghilterra e Galles), che non conosce la legittima, restituisce la libertà di lasciare i beni come si vuole. La scelta:
- deve essere fatta espressamente in un testamento (o risultare chiaramente dalle sue disposizioni);
- vale per tutta l'eredità (non si può scegliere una legge per la casa e un'altra per il conto);
- può riguardare la legge di qualsiasi paese di cui sia cittadino e, ciò che è decisivo, quella legge si applica anche se è di un paese fuori dall'UE, perché il Regolamento ha «carattere universale» (articolo 20): impone all'autorità dell'UE di applicare la legge designata, che sia o no di uno Stato membro. Così un britannico residente in Italia può scegliere la legge inglese; uno statunitense, quella dello stato con cui ha il legame più stretto; e un cittadino cinese residente in Italia potrebbe scegliere la legge cinese; in ogni caso le autorità italiane applicano quella legge straniera per decidere chi eredita;
- è lo strumento che usiamo di solito perché una successione transfrontaliera si comporti come la famiglia internazionale si aspetta.
Che cosa il Regolamento non fa: tre avvertenze sincere
- Non regola le imposte. Il Regolamento decide chi eredita, non chi tassa l'eredità. Ogni paese applica la propria imposta di successione secondo le proprie regole, qualunque sia la legge che regola la successione. (L'imposta di successione nei nostri quattro paesi fa parte del nostro lavoro; quella del Suo paese d'origine no: Le diciamo per tempo quando serve un consulente lì.)
- Non sposta la procedura nel Suo paese. È la distinzione che più spesso sfugge: quale legge si applica e chi gestisce l'eredità sono cose diverse. Scegliere la legge inglese non significa che la successione si chiude in Inghilterra. Se aveva la residenza abituale in Italia, sono le autorità italiane a gestire i beni italiani con la procedura italiana (la pubblicazione del testamento, la dichiarazione di successione, la trascrizione), limitandosi ad applicare la legge inglese che ha scelto per decidere chi eredita, con il testamento inglese provato da un certificato di diritto inglese. Non La mandano a ottenere un grant inglese per la casa italiana: un immobile italiano non si trasferisce con un grant inglese. (I beni che ha in Inghilterra restano un'amministrazione inglese separata, come sempre.) In breve: il foro resta dove si trova il bene; cambiano solo le regole su chi eredita.
- La Francia può recuperare. La Francia ha una regola di compensazione (Code civil, art. 913, introdotta nel 2021): quando il defunto, o almeno un figlio, era cittadino di uno Stato dell'UE o viveva nell'UE, un figlio può recuperare sui beni situati in Francia la quota che la legge francese gli avrebbe riservato, se la legge scelta non dà ai figli alcuna tutela. Si applica anche quando è stata scelta un'altra legge. Nel 2025 il governo francese si è impegnato con la Commissione europea a una lettura restrittiva (la tutela della legge inglese conta), e nel giugno 2026 la Commissione ha annunciato la chiusura del fascicolo; ma è la posizione del governo, non ancora verificata in tribunale, e un immobile in Francia merita sempre una consulenza specifica. (In Italia, invece, i giudici non considerano la legittima una questione di ordine pubblico: la scelta della legge inglese funziona davvero.)
Perché conta anche se ha già un testamento
Un testamento fatto prima di trasferirsi all'estero, o senza clausola di scelta della legge, può ora essere letto secondo la legge del Suo nuovo paese di residenza, con risultati che non voleva (una quota riservata ai figli, una quota limitata al coniuge). Rivedere il testamento alla luce del Regolamento è di solito rapido, ed è la differenza tra un'eredità che passa come desidera e una che passa come decide una regola straniera per difetto.