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Carroll LawAVVOCATI DAL 1888

Guide · Famiglie

Serve il probate in Portogallo, Spagna, Italia o Francia?

Non nel senso inglese, e un grant of probate britannico non basta mai da solo. Portogallo, Spagna, Italia e Francia non conoscono né il probate né il «resealing»: ciascuno accerta gli eredi con la propria procedura (la habilitação de herdeiros in Portogallo, un atto notarile in Spagna, la pubblicazione del testamento e la dichiarazione di successione in Italia, l'acte de notoriété in Francia). Il suo grant britannico conta ancora, come prova di supporto formale, apostillata e tradotta; e la buona notizia è che le procedure dei due paesi procedono in parallelo: nulla all'estero aspetta il probate in patria.

Di solito è la prima domanda di una famiglia quando qualcuno muore lasciando una casa o un conto all'estero, spesso dopo che la banca estera le ha detto che un grant of probate inglese «qui non vale». La risposta suona allarmante. In realtà è l'inizio di un quadro più semplice di quanto la maggior parte delle famiglie tema.

Esiste il probate in Portogallo, Spagna, Italia o Francia?

Non nel senso inglese. Il probate è un'idea di common law: un tribunale conferma l'esecutore, che poi amministra l'eredità. I paesi di diritto civile funzionano diversamente: gli eredi ereditano direttamente, e al sistema non serve un provvedimento del giudice ma un documento formale che accerti chi sono gli eredi. Ciascuno dei nostri quattro paesi ha il proprio strumento: in Portogallo la habilitação de herdeiros; in Spagna un atto notarile di dichiarazione e accettazione; in Italia la pubblicazione del testamento e la dichiarazione di successione; in Francia l'acte de notoriété del notaio. Nomi diversi, stessa funzione, e tutti funzionano sulla base di un testamento fatto in patria o delle regole locali della successione legittima quando manca.

Posso usare il mio grant of probate britannico all'estero, o farlo «risigillare»?

No. Il «resealing», la scorciatoia del Commonwealth con cui alcune giurisdizioni appongono il proprio sigillo su un grant inglese per l'uso locale, non esiste in Portogallo, Spagna, Italia o Francia. Un grant britannico non ha effetto diretto in nessuno di essi: non può sbloccare un conto, trasferire un titolo né abilitare qualcuno ad agire. I beni esteri passano per la procedura locale, dall'inizio alla fine, qualunque sia il ruolo del grant in patria.

Allora il grant britannico all'estero è inutile?

Tutt'altro: cambia soltanto ruolo. Apostillato e con traduzione giurata, il grant è un'ottima prova di supporto: dimostra che il testamento è stato ammesso in patria e chi sono gli esecutori, e il notaio e il registro esteri lo considerano un titolo di supporto rilevante. Ciò che non fa mai è trasferire da sé il bene estero: il titolo all'estero viene sempre dallo strumento locale, mai dal grant.

Devo aspettare il probate britannico prima di iniziare all'estero?

No, ed è la cosa che più solleva le famiglie. Poiché le due parti sono giuridicamente indipendenti, procedono in parallelo: la parte estera può essere aperta la settimana stessa in cui esiste il certificato di morte, mentre il probate in patria segue il suo corso. I termini fiscali esteri (i sei mesi della Spagna, i dodici dell'Italia, la dichiarazione dell'imposta di bollo in Portogallo, dovuta entro la fine del terzo mese successivo a quello del decesso, e i sei mesi della Francia, o dodici se il decesso è avvenuto fuori dalla Francia) decorrono dal decesso, non dal probate; perciò iniziare presto non è solo possibile: è così che i termini si rispettano con comodo.

E se non c'è testamento?

Gli stessi strumenti fanno il lavoro: registrano semplicemente gli eredi che la legge stessa designa. Quale legge? Dipende dal Regolamento europeo sulle successioni: di regola quella del paese di residenza abituale del defunto, anche se un testamento può scegliere invece la legge della cittadinanza; il quadro completo è in quale legge decide chi eredita. E in tutti e quattro i paesi i familiari stretti sono tutelati dalla legittima, qualunque cosa dica il testamento, salvo che una scelta valida cambi la legge applicabile.

Di quali documenti avrà davvero bisogno la parte estera?

Un elenco breve e prevedibile: il certificato di morte (il modulo multilingue standard dell'UE o una copia apostillata), il testamento se c'è, i passaporti degli eredi, un codice fiscale locale per ciascun erede (che otteniamo noi) e una procura per erede, così che tutto si possa firmare senza che nessuno viaggi. Se esiste un grant britannico lo aggiungiamo, apostillato e tradotto, come la prova di supporto descritta sopra.

Chi fa tutto questo se vivo nel Regno Unito o in Irlanda?

Lei nomina con procura un professionista nel paese interessato e resta a casa. È esattamente ciò che facciamo: un solo avvocato, iscritto in Portogallo, Spagna, Italia e Francia, che conosce anche dall'interno la procedura inglese e irlandese; così l'avvocato in patria segue l'eredità in patria, noi seguiamo la parte estera, e le due metà si coordinano invece di scontrarsi. Il suo avvocato può partire dalle guide per avvocati (in inglese), scritte proprio per questo passaggio di consegne.

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Ci racconti che cosa è successo: Le diremo esattamente che cosa serve e quanto costa.

Senza impegno, e senza pagare nulla per sapere a che punto è. Un avvocato legge personalmente ogni richiesta e risponde, di solito entro un giorno lavorativo. E non si preoccupi se non ha ancora tutti i documenti o le informazioni: quasi nessuno li ha in questa fase. Ci dica quello che sa, La aiutiamo a trovare il resto.