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Quanto dura una successione in Portogallo, Spagna, Italia e Francia?
Per una successione semplice (un immobile, un conto, da uno a tre eredi, nessun contrasto), una forbice realistica dall'inizio alla fine è: Portogallo, da 4 a 8 mesi; Spagna, da 5 a 9; Italia, da 7 a 12; Francia, da 7 a 11. Gli eredi sono di solito accertati formalmente nei primi due a quattro mesi; la dichiarazione fiscale detta il ritmo in ogni paese; e la banca è sempre l'ultima porta ad aprirsi, perché tutti e quattro bloccano il denaro finché il fisco non è soddisfatto. La leva più importante che la famiglia controlla sono le carte fatte presto: procure firmate e apostillate nella prima settimana possono accorciare ogni fase successiva.
Le famiglie lo chiedono sempre, e meritano una risposta netta anziché un «dipende». Ecco forbici di lavoro oneste per una successione semplice: un immobile, un conto bancario, da uno a tre eredi che vivono all'estero, nessuna lite. Le successioni complesse richiedono più tempo; quelle semplici ben gestite chiudono nella parte bassa di ogni forbice.
Le forbici oneste, dall'inizio alla fine
- Portogallo, circa da 4 a 8 mesi. Eredi accertati formalmente in 1 a 3 mesi; la dichiarazione dell'imposta di bollo scade alla fine del terzo mese (il primo termine perentorio dei quattro); trascrizione e svincolo bancario seguono la regolarizzazione fiscale.
- Spagna, circa da 5 a 9 mesi. Il termine fiscale di sei mesi dà forma alla pratica (esiste una proroga, da chiedere entro i primi cinque mesi); l'atto notarile si firma di solito tra il 3° e il 6° mese; il registro in sé è rapido una volta alimentato.
- Italia, circa da 7 a 12 mesi. Il termine di dodici mesi per la dichiarazione invita tutti a lasciar correre; una pratica ben gestita la presenta molto prima, perché nulla viene svincolato prima della dichiarazione. La voltura catastale segue poi automaticamente.
- Francia, circa da 7 a 11 mesi. Due binari procedono insieme: l'atto di notorietà del notaio tra il 2° e il 4° mese e, se c'è un immobile, la sua attestazione verso il 5° a 9° mese; la dichiarazione di successione la curiamo noi (la nostra attività in Francia apre a gennaio 2027), preparata e depositata con lo stesso ritmo: scade entro sei mesi, o dodici se il decesso è avvenuto fuori dalla Francia. Gli svincoli seguono una volta pagate le imposte.
Che cosa consuma davvero il tempo
Non il diritto, ma la coreografia delle carte. Quattro cose ricorrono in ogni paese: ottenere un codice fiscale per ciascun erede; mettere il certificato di morte nella forma giusta (il modulo multilingue standard dell'UE o una copia apostillata); i controlli interni della banca; e il collo di bottiglia quasi universale, le procure, che ogni erede all'estero deve firmare e far apostillare prima che qualcuno possa agire. Una procura firmata nella prima settimana accorcia ogni fase successiva; una che slitta di due mesi ritarda di due mesi l'intera pratica.
La regola comune ai quattro paesi: la banca aspetta il fisco
In tutti e quattro i paesi il denaro è l'ultima cosa a muoversi, per scelta: le banche portoghesi aspettano la prova della posizione dell'imposta di bollo; quelle spagnole, la ricevuta dell'imposta di successione; quelle italiane, la dichiarazione di successione presentata; quelle francesi, per gli eredi che vivono all'estero, il certificato del fisco (saldi modesti a parte). Per questo prepariamo presto la dichiarazione fiscale in ogni paese, invece di trattare il termine di legge come un obiettivo: la dichiarazione non è un adempimento secondario; è la chiave della cassaforte. (Se la sua preoccupazione immediata è il conto bloccato: la banca ha bloccato il conto: e adesso?)
Che cosa dicono gli obiettivi ufficiali, e che cosa dice la pratica
I registri in sé sono rapidi: Portogallo e Spagna pubblicano impegni di servizio misurati in giorni o settimane, la voltura catastale italiana segue automaticamente la dichiarazione, e la pubblicità immobiliare in Francia segue l'attestazione del notaio. I mesi passano nei passaggi prima del registro; ed è lì che la preparazione, e un professionista che gestisce i passaggi in parallelo anziché in fila, fanno la differenza tra la parte bassa e quella alta di ogni forbice.
I due paesi possono procedere insieme?
Sì, e devono farlo. Nulla all'estero aspetta il probate in patria: il «resealing» non esiste, e la parte estera procede in parallelo dalla settimana in cui esiste il certificato di morte. Le famiglie che avviano insieme le due parti chiudono abitualmente la parte estera entro le forbici indicate; quelle che aspettano prima il grant in patria aggiungono i suoi mesi a tutto il resto.