Italia · Famiglie
Chi eredita se non c'è testamento in Italia?
Nella successione legittima: coniuge con un figlio, metà ciascuno; coniuge con due o più figli, un terzo al coniuge e due terzi ai figli in parti uguali. Senza figli, il coniuge prende due terzi e i genitori o i fratelli del defunto si dividono un terzo; senza familiari stretti, il coniuge prende tutto. Il coniuge superstite conserva inoltre il diritto di abitazione sulla casa familiare. Senza coniuge, i figli si dividono tutto in parti uguali; in mancanza, genitori, fratelli e poi parenti fino al sesto grado, e in mancanza di tutti lo Stato. La parte di un'unione civile vale come coniuge; il convivente di fatto non eredita nulla. Se queste regole italiane si applichino dipende da dove la persona aveva la sua casa e dal testamento (mancante): è esattamente la prima cosa da verificare.
Prima di tutto: queste regole decidono l'eredità solo quando la legge italiana regola la successione, in sostanza quando la persona aveva stabilito la sua casa in Italia, o quando un immobile italiano viene ricondotto alla legge italiana dalle norme di conflitto perché manca un testamento con una clausola di scelta della legge. Se questo punto Le è nuovo, cominci da le tre situazioni e poi torni qui: per la famiglia di chi viveva in Inghilterra o in Irlanda, è proprio la mancanza di un testamento a portare l'immobile italiano sotto queste regole.
Le quote, famiglia per famiglia
Coniuge e un figlio: metà ciascuno. Coniuge e due o più figli: un terzo al coniuge, due terzi divisi in parti uguali tra i figli. Solo figli (senza coniuge): tutto, in parti uguali; e la quota di un figlio premorto passa ai suoi figli per rappresentazione.
Coniuge ma nessun figlio: il coniuge prende due terzi, e i genitori e i fratelli del defunto si dividono insieme il terzo restante. Coniuge senza genitori né fratelli superstiti: il coniuge prende tutta l'eredità.
Né coniuge né figli: genitori e fratelli si dividono l'eredità (i genitori mai meno della metà insieme); poi i parenti più lontani, fino al sesto grado; e in mancanza di tutti, lo Stato, che a differenza di un erede acquista senza mai rispondere oltre il valore dei beni.
La casa, e il partner che la legge ignora
Due aspetti contano moltissimo nella pratica. Primo, il coniuge superstite conserva anche il diritto di abitazione sulla casa familiare (e di uso dei mobili): un diritto reale che si aggiunge alle quote qui sopra, e che sorprende i figli che contavano di vendere. Secondo, il rovescio: il convivente non eredita nulla nella successione legittima. La parte di un'unione civile è trattata come un coniuge; il semplice convivente di fatto ha al massimo diritti temporanei sulla casa, mai una quota. Per le coppie non sposate con un immobile in Italia, un testamento non è facoltativo: è tutto.
Che cosa succede dopo: la procedura
La successione legittima cambia chi prende; non cambia nulla del come. Gli eredi devono comunque decidere come accettare (in Italia nessuno eredita automaticamente, e quando un erede è minore l'accettazione con beneficio d'inventario è obbligatoria), la successione va dichiarata entro dodici mesi, e l'immobile si trasferisce con la procedura italiana ordinaria. Quando la famiglia è all'estero, tutto si fa con una procura, nell'ambito della gestione della successione italiana; e quando la prima domanda è semplicemente «chi eredita, e quale quota?», la risposta è un parere scritto a compenso fisso, firmato da un avvocato.